9 giugno 2009
BressanoneAndreas Hofer nella città vescovileBressanone fu la città natale di Peter Mayr, oste “alla Mara”, e di Martin Schenk, oste del “Kreuz”, e già nel 1807 ebbe un ruolo di rilievo nei preparativi alla rivolta, dato che in questa zona i segni premonitori dell’incitamento alla ribellione si manifestarono con particolare vigore. Ma alla fine di maggio del 1809 l’entusiasmo iniziale era già scemato e i cittadini di Bressanone avevano paura di quella “gente poco rispettabile”. Alla città vescovile fu chiesto poi di aprire le casse anche per prestiti d’emergenza, pagamenti di compensi e forniture alimentari. In agosto Mayr e il barbuto Haspinger avevano costituito numerose compagnie con uomini del posto per lo scontro nella Stretta dei Sassoni, ma in occasione delle battaglie di novembre, di cui il fanatico Johann Nepomuk Kolb fu tra i maggiori propugnatori, vari comuni tra cui Novacella, Albes, Costa, Elvas e Rasa non inviarono più combattenti. Le sconfitte di metà novembre alla Chiusa di Rio Pusteria e il lazzaretto ospitato nel convento di Novacella, che in quel momento accoglieva più di 600 feriti, avevano messo pienamente in luce l’assenza di prospettive della rivolta. La città stessa ebbe a patire per effetto degli acquartieramenti militari, mentre ai primi di dicembre i villaggi dei circondario vennero puniti in modo brutale dalle truppe del generale Severoli: 200 case rurali e 28 residenze signorili vennero date alla fiamme. Né le preghiere del vescovo, in altri casi efficace pacificatore, né quelle delle autorità brissinesi ebbero effetto e così anche nel Tirolo meridionale si ripeté la tragedia di Schwaz, dove in maggio erano state bruciate 420 case. Terminati gli scontri, Bressanone, a differenza di altre città, si rivolse al re di Baviera con la preghiera di rimanere sotto il dominio bavarese dietro approvazione di determinate condizioni. Alla metà di dicembre anche le carceri brissinesi si popolarono e tre personaggi in vista vennero fucilati sulla piazza del Duomo, mentre venne reso noto che Peter Mayr era stato giustiziato sul piazzale di Bolzano detto Tuchbleiche.
Nel corso del 1809 anche Andreas Hofer fece sosta a Bressanone. Il 10 giugno firmò un ordine con cui si assegnava il vitto ad uno Schütze ferito, mentre il 1° settembre visitò la città su di una carrozza con un tiro a quattro, scortato dai suoi dragoni e aiutanti di campo; prese parte ad una messa nella chiesa parrocchiale ed il vescovo gli rese visita di cortesia. Tra i diversi scritti che Hofer indirizzò ai brissinesi desta interesse in particolare quello con cui vennero donate quattro botti di segale a coloro che nella Bassa Valle dell’Inn avevano subito l’incendio della casa: per errore il cereale venne invece impiegato per preparare il pane destinato agli Schützen.
< indietro