11 giugno 2009
SciavesL’unica testimonianza che Andreas Hofer sia stato anche a Sciaves risale al marzo 1809, quando da Peter Kemenater, oste del "Zum goldenen Stern", si tennero incontri segreti per programmare le insurrezioni. In veste di comandante della "Oberpfarrlinger Schützenkompanie" Peter Kemenater ricoprì un ruolo già nell’avanzata degli austriaci attraverso la Val Pusteria nell’aprile 1809, guidò gli Schützen di Sciaves in tutte e tre le battaglie del Bergisel, prese parte alle battaglie come comandante nella Stretta dei Sassoni e di lì a breve anche all’attività di difesa a Passo Valles e quindi a fine novembre alla funesta battaglia contro il generale Rusca presso la Chiusa di Rio Pusteria. Sul finire della guerra fu ancora tra quelle teste calde al fianco del fanatico Kolb che spinsero Hofer a proseguire la rivolta: "Se l’ha cominciata, deve anche portarla fino in fondo". Il primo dicembre venne catturato dai francesi a Bressanone, condannato due volte a morte, ma sempre amnistiato.
Una partecipazione appassionata alle battaglie del 1809 venne attribuita anche al cappellano di Sciaves Paul Wassermann, contro cui a nulla valsero perfino le ammonizioni del vescovo.
A quel tempo Sciaves faceva parte della giurisdizione di Rodengo e la località Schabser Höhe era di strategica importanza come luogo di avvistamento e di difesa per gli austriaci, poiché vicina al ponte Ladriccio, spesso teatro di violenti scontri. Già Chasteler aveva piantato qui il proprio campo in aprile, prima della seconda battaglia del Bergisel, e ancora in questi luoghi a metà maggio il generale austriaco Marschall dovette rimanere in attesa dei suoi ordini. Sempre in zona, infine, il 2 agosto le truppe austriache si raccolsero prima di ritirarsi attraverso la Val Pusteria.
Il paese di Spinga, posto esattamente di fronte, era stata teatro delle prime e accese battaglie difensive del 1797, il che testimonia il valore strategico di quest’area dove s’incontrano Val Pusteria e Val d’Isarco.
La ladina Katharina Lanz è passata alla storia come quella coraggiosa ragazza di Spinga che nella "spaventosa battaglia" tra austriaci e francesi si gettò nella mischia con la milizia territoriale.
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