20 maggio 2009
BrunicoEpisodi pusteresi attorno al 1809Così come la Valle dell’Adige era vessata dai costanti transiti di truppe da meridione, anche la Val Pusteria, corridoio verso la Carinzia, conobbe tempi difficili. Passaggi di eserciti si verificarono già nel 1796 e nel 1805, come testimonia il cimitero dei Francesi del Klosterwald presso San Lorenzo di Sebato. Nell’aprile 1809 l’attraversamento della Val Pusteria da parte delle colonne austriache sotto il comando del generale Chasteler fu il segnale per lo scoppio del conflitto. Già nel gennaio di quell’anno Andreas Hofer, nel corso del suo viaggio a Vienna per incontrare l’arciduca Giovanni, aveva stretto contatti con Peter Huber del “Christlwirtshaus” di Brunico, soprannominato “Kreitter Peter”. Hofer stesso riferisce di essersi trattenuto il 20 maggio a Brunico per convincere le forze austriache in ritirata a deviare verso Innsbruck e al contempo far accorrere migliaia di pusteresi. Ulteriori soste di Hofer a Brunico sono documentate per la fine di luglio 1809, quando assieme a Kolb intendeva ancora persuadere gli austriaci in ripiegamento ad arrestarsi e le autorità locali ad insorgere. Trovò inconcepibile che anche i suoi amici più stretti come Speckbacher e Eisenstecken intendessero fuggire lasciando la regione. Ai primi di ottobre Hofer minacciò i distretti di Brunico di rappresaglie se non avessero preso parte all’insurrezione. Il 6 novembre la città fu infine teatro del noto episodio in cui i generali francesi scatenarono il loro livore su Sieberer e il cappellano Danei; si erano infatti recati dal viceré con la dichiarazione di sottomissione di Hofer e quindi non avevano avuta alcuna notizia di come il comandante passiriano avesse mutato posizione. In novembre Johann Nepomuk Kolb, comandante della Val Pusteria, ricoprì un ruolo esiziale come istigatore alla prosecuzione della guerra. Alla fine di novembre e soprattutto ai primi di dicembre vi fu ancora battaglia attorno a Brunico: “[…] il manto di neve era punteggiato dai corpi dei contadini”. La popolazione tra Lienz e Brunico pagò più tardi la sua grande fermezza con terribili esecuzioni capitali e condanne all’esilio sull’isola d’Elba.
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