10-3-2009
BarbianIl ritorno da Vienna – Riunioni segretePreparativi per la rivolta sulla via del ritorno da Vienna
Il “barbuto” Andreas Hofer con i suoi accompagnatori, Nessing, caffettiere a Bolzano, e Peter Huber, oste e raccoglitore di erbe a Brunico, si congedò poco dopo Candelora (2 febbraio) dal barone von Hormayr e dall’arciduca Giovanni a Vienna e intraprese la via del ritorno. La rivolta di austriaci e tirolesi contro i bavaresi doveva scoppiare il 12 marzo (la data venne successivamente posticipata di un mese). Fra i tre si era convenuto come si dovessero sabotare ponti ed approntare frane, da dove le truppe imperiali sarebbero penetrate e quale segnale sarebbe stato dato alla popolazione per l’attacco a sorpresa. Il messaggio doveva essere diffuso segretamente, solo da luogo a luogo e soprattutto attraverso le locande. Per le comunicazioni scritte si doveva impiegare un “linguaggio figurato” cifrato.
Missione pericolosaCospirare contro i bavaresi dominatori era pericoloso e tanto più lo era per chi doveva sobillare la popolazione; ciononostante Huber e Nessing parlarono troppo apertamente del loro soggiorno a Vienna. I funzionari del governo bavarese cercarono Nessing subito dopo il suo arrivo e il bolzanino fu quindi costretto a fuggire in una malga ai piedi del Corno del Renon, ma da lì riuscì ad inviare messaggeri con i piani dell’insurrezione sul Renon, in Val Sarentino, a Villandro, Tires, Castelrotto ed anche a Barbiano.
Anche il “barbuto” venne ricercato in Tirolo e la sua momentanea presenza al Sandhof venne segnalata al re di Baviera; nonostante le disposizioni del sovrano non venne arrestato.
Riunioni segreteHofer transitò per Salisburgo in direzione del Tirolo e fece la sua prima sosta al “Wintersteller”, una rinomata locanda a Kirchdorf, inviando altri nordtirolesi a Vienna. Di seguito si fermò presso persone fidate a Stumm, Volders, Hall ed allo “Schupfenwirt” sopra Innsbruck. A Gasteig venne indetta una riunione segreta a cui presero parte molti uomini importanti.
Ulteriori incontri segreti ebbero luogo a Sciaves da Peter Kemenater, al “Kreuzwirt” a Bressanone e a Colma, al “Gasthaus zum Kalten Keller” presso Barbiano.
Il 13 marzo Hofer era nuovamente a St. Johann in Tirol, poi a Merano; senz’altro non fu secondo a nessuno nell’attività di reclutamento a favore della rivolta. Al contrario di Hofer, che si mosse solo nell’ambiente contadino, Martin Teimer operò anche nel mondo borghese e cittadino, anche dai Giovanelli a Bolzano; nei suoi continui spostamenti Peter Huber di Brunico si congelò inoltre i piedi. Venne il momento infine in cui centinaia di confidenti erano informati dell’imminente rivolta.
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